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La mossa 3 May, 2006

Posted by Albamarina in Italosphera.
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Insomma, compagni di viaggio, di merende e di sventure, vogliamo darci una mossa e iniziare un vitale brainstorm sul nuovo governo?

Domande inutili 27 April, 2006

Posted by Albamarina in Italosphera.
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Non riesco a parlare di Dahab, di Nassyria, degli stupri, degli orrori. Non riesco a vedere la benché minima utilità, oggi, nel commentare qualcosa che ancora non capisco. Ci sono momenti in cui mi sento annegare negli orrori, in cui non comprendo le ragioni di niente e di nessuno. Dovrei imparare a mettermi nei panni degli altri? Dovrei imparare a giudicare con più saggezza? Dovrei imparare a non farlo per niente? Perché si sente, nelle parole della gente, il dolore per i soldati italiani e non per gli egiziani incolpevoli di Dahab? O per gli iracheni che non hanno voluto la dittatura prima e la guerra poi? Perché sento ancora gente dire "in fondo se l'è cercata", alla notizia di uno stupro? Domande inutili. E non sono le risposte che cerco, non sono così ambiziosa. Basterebbe un po' di quiete, quella autentica, quella che ognuno vorrebbe avere dentro. Chiamala pace, se vuoi.

11 April, 2006

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(un Provenzano in omaggio al botteghino)

Brunella di Monteverde 7 April, 2006

Posted by italosphera in Italosphera.
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Il posacenere nel cruscotto era ormai ricolmo di cicche maleodoranti, mentre il lunotto appannato occultava il capo di Brunella, che intanto era scivolato ben al di sotto del poggiatesta. Vide l’anziana signora Galassi scendere in pantofole verso la mezzanotte a “portar giù” il cane, di li fino alle tre del mattino più nulla accadde in quel vicoletto appartato di via Gallia, nel cuore della San Giovanni bene. Il brusio di un motore la fece sobbalzare all’improvviso, che ore erano dunque? Due fari si avvicinavano seraficamente, dei proiettori di luce che Brunella ben conosceva. Immobile la donna, rimase calata nel sedile mentre guardava l’auto avvicinarsi dal retrovisore. Era lui, Alicio l’ex marito. Senti l’odio mischiarsi al suo sangue e correrle all’impazzata nelle vene del collo teso, il boiardo sembrava sereno, troppo sereno per una notte di primavera qualunque. Avrebbe voluto scendere ed urlargli tutto il suo rancore in pieno volto, così… a ruota libera, impalpabilmente vera. D’altronde era abituata a farlo nel lungo corridoio della cucina laccata, che avevano comprato assieme tanti anni prima, invece no non poteva più farlo, la legalità si era improvvisamente frapposta fra lei, i sogni di quando era bambina e la sua storia di donna emancipata. Come si permetteva quell’uomo di non soffrire ancora, si era consolato presto l’infame senza cuore, troppo presto amante snaturato, tanto in fretta da aggredire la sua ineffabile sete di dominio, di fascinazione sul prossimo, inaudito! Appena Alicio entrò nel portone, Brunella girò la chiave e mise in moto, girò l’auto e si diresse verso casa, la città a quell’ora era deserta, brulla come il suo cuore sgombro di passioni. Il vento caldo del mare, il Meltemi favoleggiante di esaltazione e sensualità fino a prima neanche immaginate, era sfumato via in fretta, troppo in fretta per quella vita ancora troppo acerba, viva. Brunella ora era sola, libera ed indipendente, da tanti giorni, troppi mesi, un eccesso infinito ed indefinibile di tempo sperduto. A che valeva più, amare ed appassionarsi con dispetto inebriante, senza un pubblico pagante. Arrivata a casa il cancello le fece l’occhiolino con il suo sobrio lampeggiante amaranto, Brunella silenziosa scese dall’auto e si diresse verso casa. Entrando udii il brusio del televisore ancora acceso, inerte testimone solitario. Lasciò cadere stivali e panni vicino al letto disfatto, si infilò stanca sotto al piumone frusciante. L’ultimo sguardo fu per il suo telefono, il cellulare. Adagiato inerme e privo di venti forieri sul piano estremamente essenziale del comodino Aaltiano. Li aveva scelti, parimenti la cucina, insieme alla bella Roberta un pomeriggio d’inverno di due anni prima, che belle sensazioni quel giorno, di complicità e di liberazione. Donne indipendenti e fiere, forti delle loro passioni che finalmente decidevano della loro vita, sgombre dai vincoli e dalle relazioni, vere e trasparenti come preziosi cristalli di Boemia. Quanta forza e che intensità in quegli sguardi compiaciuti suoi e dell’amica, vigorose espressioni di donne emancipate, infiltrate com’erano di segreti sublimi, che si erano infine tramutati in realtà palpabili, traslitterando libri, cinema e televisione in brevi gite fuoriporta oseremmo definirle minimaliste, vivide di ansia e sudore, altamente confessabili a dispetto del pudore. Perché allora ora tutto volgeva al termine ed i titoli di coda scorrevano in disarmonia eloquente con l’età, la carne, le sensazioni. Perché il cellulare taceva impassibile nel buio della notte, perché quell’infame boiardo aveva tirato dritto per la sua strada, perché non l’aveva schiaffeggiata quando sarebbe stato forse il momento, non doveva abbandonarla al suo destino, in fondo nella sceneggiatura di Brunella era lui la vittima designata, ben altri avrebbero potuto essere i protagonisti di quella storia di amore, tradimenti ed effimere passioni.

R.I.P. 24 March, 2006

Posted by ecate in Italosphera.
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I teutoni sono soliti esporre la loro mercanzia in vetrina. Anche qualora si tratti di agenzie di pompe funebri. Io per prima e molti amici di passaggio in città tedesche siamo sbalorditi al vedere ultramoderni sarcofaghi bellamente esposti al pubblico.

Davvero stupefacente però è la pubblicità che si troverebbe in qualche fermata di Metro a Berlino. Quella di una Funeral House dotata di un umorismo tutto speciale. Via Manteblog (il quale, però, sospetta il Fake).

Get closer ...

Brodo di coltura 21 March, 2006

Posted by acidosignore in Italosphera.
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Poc’anzi si parlava di mafia. Ecco una notizia apparentemente estranea al soggetto, in realtà mica tanto. Hanno appena incastrato il baluba (mo’ ce vole) dei pacchi bomba. Soddisfatto il Procuratore di Foggia, che conclude: “Comunque, per fortuna non si è trattato nè di mafia nè di camorra“. Per fortuna? A parte il fatto che alla mafia vera storie del genere non piacciono né poco né punto, in quanto risvegliano l’attenzione delle Forze dell’Ordine, tenete ben presente una cosa: se mafia e camorra esistono, lo devono anche alla persistenza di baluba del genere. E, savasandir, di balubettes.

L’altro ieri, a Napoli, abbiamo visto un manifesto elettorale che invitava, votando non ci ricordiamo bene chi o cosa, a smentire Giorgio Bocca. Il quale (per i più disattenti), ha appena scritto un libro sul capoluogo campano che in pratica è la seconda puntata de L’inferno. A differenza dal ruvido giornalista, noi non veniamo da Cuneo bensi’ dal Balubistan: per cui, teste calde, vedete di non prendere fuoco. E diteci, piuttosto: alla vista del roboante manifesto, non vi sareste messi a ridere anche voi?

Poscritto: ci hanno appena inviato questo link. Coraggio.

Mafie, poesia ed equinozi 21 March, 2006

Posted by Giocatore in Italosphera.
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Le giornate equinoziali, come questa, si prestano alla riflessione, alla luce ed alla notte compresenti e in equilibrio, alla commemorazione ed al ricordo.

Oggi non è solo la Giornata Mondiale della Poesia, ma anche quella dedicata al ricordo di tutte le vittime delle mafie.

Qui il video, perchè le idee non si uccidono

20 March, 2006

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Travaglio, Berlusconi ed i mausolei di Arcore… dove il premier voleva seppllire Fede, Dell’Utri e Montanelli insieme. Feltri conferma il racconto di Travaglio travolto dalle risate, il premier non propose anche a lui una sistemazione “eterna”, ma fu ospite comunque del mausole, Diaco conduce… il solito fortunato!!

esilio 15 March, 2006

Posted by acidosignore in Italosphera.
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Fra i vari commenti relativi al minacciato esilio di Eco (Umberto-ertooo-ertoo-erto) ricorderemo questo : come dire, si vota in aprile e il pesce è in barile.

La questione, però, non è banale. da parte nostra la metteremmo così: l’esilio è cosa legittima, e beato chi può permetterselo dorato. Ma una simile decisione non dipende tanto dalla vittoria della Banda del Buco ovvero della Coalizione Molle. Noi stiamo pensando realmente di toglierci dalle palle, e ne avremmo anche il diritto. Ma non lo faremmo se vince quello che non ci piace. Lo faremmo se l’Italia continuerà a essere un non-Stato, dove il carisma politico finisce per essere appaltato dal Vaticano, dai gruppi trasversali di potere ovvero dalle conventicole di avvocaticchi semi-acculturati che amministrano troppe nostre realtà locali.

In fondo ce lo meritiamo, uno Stato. E che caspita.

DeulloTV: evidente, che il peso dei due giornalisti presenti in studio è pressochè nullo 15 March, 2006

Posted by italosphera in Italosphera.
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No, non ce la faccio a darmi le arie da meta-intellettuale disincantanto, una cosa sul confronto Berlusconi/Prodi, seppur semplice, la debbo propio dire anch’io. Il fatto è che c’è un baco nel sistema che abbiamo adottato in Italia per i confronti televisivi durante la campagna elettorale, ed è un buco anche bello grosso a dirvi il vero. Facciamo una premessa intanto, perchè di certo a qualcuno, gli afecionados diciamo, cadranno gli occhiali dal naso a sentirmi difendere la categoria di lavoratori meno sudata d’Italia, i giornalisti… appunto. Nella sostanza dei fatti, durante il duello mediatico di ieri sera, ho notato un particolare di non poco conto, praticamente risulta quantomeno evidente, che il peso dei due giornalisti presenti in studio è pressochè nullo. Senza una piccola manciata di secondi data al giornalista, per poter contro-replicare alla domanda fatta, la loro presenza è quasi irrisoria. Come abbiamo potuto vedere, manca l’effetto calzante all’Annunziata, ossia a domanda fatta si può benissimo glissare e non rispondere impunemente, senza che al giornalista, che quella domanda l’aveva posta, sia dato il diritto di prendere “per le orecchie” il candidato e ricondurlo all’esperienza giornalistica vera e propria del quesito postogli. E’ inaccetabile! Guardate che non è una questione di lana caprina, come l’abbigliamento, la gestualità o i toni dei due contendenti sui quali intere redazioni si sono affannate a tarda sera, non lo è affatto!

p.s.
Mario Giordano si è messo nei casini con la diretta dello speciale studio aperto su Italia1, grazie ad un prolungatissimo collegamento insieme a Silvio Berlusconi, in confronto al paio di battute scambiate con Romano Prodi. Attento vocina stridula televisiva se il tuo posto a cuor ti stà! Ora per signorilità e quieto vivere abbiamo fatto tutti (una nazione) finta di non essercene accorti, ma tu stesso te la sei fatta sotto quando ti sei reso conto che Berlusconi dilagava (che novità…) e lo sbilanciamento dei due interventi in diretta era evidentemente a favore di Berlusconi… occhio Mariù!