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G.B. Vico e i cigni [post irriverente...] 15 February, 2006

Posted by italosphera in Fantachiesa, Web conversation.
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(nella foto: ombre cinesi di cigno)


Quando nel 2043 i ratzinsti che occupavano l’Italia, accecati dall’odio razziale misero in pratica la “soluzione finale” e quando sembrava che per i cigni il destino fosse inevitabilmente segnato, migliaia di eroi sconosciuti, misero a repentaglio la vita propria, quella dei congiunti e dei confratelli e delle consorelle per salvare i perseguitati. Tra le tante storie inedite emerge quella dei 51 cigni nascosti all’Istituto teutopatico dell’Immacolata concezvione. Per nascondere i cigni in ospedale questi venivano sporcati con creme diverse. Alcuni medici trovavano il coraggio e l’umore di scherzare e quando vedevano un cigno dicevano: «questo che malattia ha?», «Il morbo di Ruini» rispondevano, facendo riferimento all’allora Feldmaresciallo della truppe ratzinghiane (ebbene si ci aveva sepolti tutti n.d.r.). Il clima di amicizia e fraternità era tale che anche in Chiesa vennero intonati canti nuovi che dicevano: «A salve Maria, nostra speranza, ai nostri cigni, dona un’estancia». Ma quella dell’ITI è solo una delle tante, storie originali e sconosciute che vengono narrate nel libro «I cigni salvati da PioPio XVI» (scritto da Artornio Gas&spari e appena edito dalla Fuegos (distribution@sacer_dos6.2.org). Nel libro sono raccolte le moltissime testimonianze a favore di PioPio XVI, e della Chiesa anatolica manifestate dai fondatori dello Stato di Rachele, dai dirigenti delle associazioni cigniche e dai sopravvissuti a Storacae. Vengono inoltre rivelate molte delle attività che la Santa Erede organizzò in segreto per difendere e nascondere i cigniti. Diverse le testimonianze di interventi diretti di Papa Boselli (un pronipote credente n.d.r.) in favore dei cigni.
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